La Commissione europea ha pubblicato l’ultimo rapporto sul commercio agroalimentare dell’UE, accompagnato da una nota che ne evidenzia i principali risultati. Nei primi cinque mesi di quest’anno, in particolare, l’avanzo commerciale del settore ha raggiunto i 19,4 miliardi di euro, con un aumento di 1 miliardo di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. Tale avanzo in crescita è stato determinato da una riduzione delle esportazioni che è stata più che compensata da un calo ancora maggiore delle importazioni.

Nel maggio 2026, in particolare, le esportazioni agroalimentari dell’UE hanno raggiunto un valore di 19,3 miliardi di euro, in calo del 5% rispetto ad aprile 2026 e del 4% rispetto a maggio 2025. Da gennaio, il valore cumulato delle esportazioni si è attestato a 96,9 miliardi di euro, registrando una diminuzione del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (pari a 3 miliardi di euro in meno). Secondo il rapporto della Commissione, la contrazione è stata determinata principalmente dalla riduzione del valore delle esportazioni di prodotti a base di cacao, carne suina e olio d’oliva, con quest’ultimo penalizzato sia dal calo dei prezzi sia dalla diminuzione dei volumi esportati.

La Commissione rende noto che il principale mercato di destinazione dei prodotti agroalimentari dell’UE rimane il Regno Unito, nonostante il valore delle esportazioni verso il mercato britannico sia diminuito del 3%, pari a 782 milioni di euro in meno. L’esecutivo europeo individua le cause principali nella riduzione del valore delle esportazioni di prodotti a base di cacao (-45%), dovuta al calo dei prezzi, e delle esportazioni di cereali (-30%), dovuta invece al calo dei volumi. Spostandoci verso il Medioriente, la chiusura dello Stretto di Hormuz a partire da marzo 2026 ha determinato una notevole riduzione del valore delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti, intorno al 28%, con ripercussioni più contenute anche sugli altri Paesi del Golfo. Al contrario, le esportazioni verso l’Egitto sono aumentate in valore del 36%, pari a 289 milioni di euro, trainate dal grano, mentre quelle verso l’Ucraina sono cresciute dell’11%, pari a 187 milioni di euro, grazie soprattutto al comparto dei superalcolici.

Per quanto concerne invece le importazioni, la Commissione europea rende noto che il loro valore cumulato è diminuito del 5% rispetto al 2025, con 4,1 miliardi di euro in meno e attestandosi a 77,5 miliardi di euro. Nel maggio 2026 le importazioni agroalimentari dell’UE hanno raggiunto un valore di 15,4 miliardi di euro, con un calo del 7% rispetto ad aprile di quest’anno e del 10% rispetto a maggio 2025. Dal nuovo rapporto emerge che il calo è dovuto principalmente alla riduzione delle importazioni di prodotti a base di cacao, cereali, semi oleosi e colture proteiche. In particolare, il valore delle importazioni provenienti da Costa d’Avorio, Nigeria, Camerun e Guinea è diminuito, ancora una volta a causa dei prezzi del cacao in discesa. Al contrario, le importazioni dall’Argentina sono aumentate del 10% in valore (pari a circa 220 milioni di euro), trainate dalla crescita degli acquisti di semi di girasole, mentre quelle dal Vietnam sono cresciute del 9% (pari a circa 213 milioni di euro), grazie soprattutto all’aumento dei volumi di caffè importati. La categoria che ha registrato la maggiore crescita nel valore delle importazioni è stata quella di frutta e frutta a guscio, con un incremento che si attesta intorno al 4%, pari a circa 465 milioni di euro. Le importazioni di carne bovina e vitello hanno invece registrato un aumento di 330 milioni di euro (+28%).

La Commissione europea conclude il comunicato affermando che, complessivamente, il commercio agroalimentare dell’UE ha mostrato una buona capacità di tenuta nei primi cinque mesi del 2026. Bruxelles ritiene che l’aumento dell’avanzo commerciale costituisca una prova della competitività del settore, sottolineando la sua capacità di adattarsi all’evoluzione delle condizioni di mercato e accogliendo con favore la resilienza provata dal rapporto.

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